La metodologia LEGGI DI PIU’

Al termine del percorso proposto dalla metodologia si saranno generati nuovi processi e nuove competenze adatte a muoversi in ambienti complessi: sono state definite competenze per lo sviluppo sistemico evolutivo, alla base di un nuovo tipo di leadership, la leadership orizzontale. Essa ha una valenza trasformativa su due livelli, totalmente interconnessi:

  • personale, in quanto permette di essere attivi nel superare le criticità legate allo spontaneismo comportamentale, grazie alla lettura delle proprie aree di sviluppo nelle difficoltà vissute nei processi lavorativi, muovendosi verso una personale autorealizzazione;
  • organizzativa, in quanto consente di connettere le necessità dei clienti con un rinnovamento dei processi di lavoro, contribuendo a sviluppare l’identità organizzativa con la comunità lavorativa.

La leadership orizzontale non si caratterizza quindi nella guida di persone, ma di sé stessi e di processi, nei quali gli individui coinvolti possano attivarsi responsabilmente verso un fine comune.

Le competenze che ne sono alla base e che vengono generate con la metodologia LOOI abilitano a un pensare, percepire ed agire sistemico-evolutivi, permettendo forme di creatività sociale.

Il percorso proposto porta ad una organizzazione in grado di integrare il sistema sociale, ossia la dimensione orizzontale della collaborazione, orientata dai processi di interazione con il cliente, con quello tecnico organizzativo, ossia la dimensione verticale caratterizzata dalla definizione di obiettivi e valutazione dei risultati. Per questo è stata denominata organizzazione integrata. Essa rappresenta una forma “adulta” di organizzazione in cui chi vi lavora tende ad agire responsabilmente nella prospettiva di un bene comune, personale, organizzativo e sociale.

I Risultati delle sperimentazioni

Le sperimentazioni realizzate in ambiti profit, no profit, pubblici, oltre che in progetti di sviluppo locale e inserimento lavorativo, hanno dimostrato l’efficacia di osservare le criticità della organizzazione dal punto di vista del cliente, e contestualmente gli “occhiali” con i quali le si stanno guardando, per cercare di superare i limiti degli approcci planned change.

È emerso inoltre che, quando le persone sono chiamate a contribuire allo sviluppo della organizzazione, ed hanno adeguati strumenti e contesti per esplorare le proprie aree di miglioramento generando nuovi processi nel lavoro, allora si rafforza la percezione della propria identità sociale e quindi la personalità, aprendo spazi per contributi creativi, che rinvigoriscono il senso del lavoro e della collaborazione.

Solo potenziando la peculiarità umana, caratterizzata da creatività fuori dagli schemi e soprattutto dalla dimensione fondamentale della consapevolezza di sé e del senso di ciò che si costruisce di positivo con gli altri e per gli altri, si potranno generare organizzazioni quali creazioni pienamente umane. Esse saranno caratterizzate dalla continua tensione alla qualità e sostenibilità sia dei prodotti/servizi che offrono alla società, sia del modo in cui questo viene realizzato, risultando in evidenti miglioramenti dei flussi economici (per approfondimenti https://www.francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?Id=)

 


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